
IL RENDIMENTO NELLA “SCUOLA PER TUTTI”

NON DI SOLA PAZIENZA…
MATTIA PASCAL: FOLLIA E RINASCITA

Il nostro anno in Accademia è ormai maturo, lunga è stata la nostra strada fatta tra finzioni che illudono o salvano, tradiscono o riscattano, smontano o rimontano progetti. Siamo forse pronti, a questo punto, per un autore che ha fatto della finzione uno dei suoi temi più importanti: Luigi Pirandello. Irresistibile la tentazione di leggere insieme ai ragazzi Il fu Mattia Pascal, uno dei suoi primi romanzi, che per la prima volta pone all’autore la domanda più scomoda: se sia davvero possibile, al di là delle finzioni di cui ci circondiamo, essere qualcuno.
Accostarsi a Luigi Pirandello mette i brividi: scrittore di prosa e di poesia, ma soprattutto di teatro, ha segnato la storia della letteratura italiana del Novecento come nessun altro, cantando di quella Sicilia in cui è nato e di cui ci ha fatto conoscere i colori forti: le bellezze e le miserie di una terra che è un tutt’uno con i suoi abitanti e che porta in sé i segni di una lunga e complessa storia. Radicato in quella terra e in quella gente, Pirandello ci ha regalato però una riflessione universale sulla complessità e sull’ambiguità di essere uomini. Anni fa, quando la Piccioletta barca era ancora molto giovane, abbiamo letto con i ragazzi di allora l’Orazione sulla dignità dell’uomo, di Pico della Mirandola: un testo sorprendente in cui già nel Rinascimento emergeva il paradosso di un essere, quello umano, che non ha una sua natura propria, poiché è lui stesso a scegliere se diventare demone o angelo. Proprio questa libertà, che nel Rinascimento fondava la dignità e la grandezza dell’umano, nel Novecento di cui Pirandello scrive, sembra essersi trasformata in un dilemma, talvolta in una maledizione, in un dramma irrisolvibile.
Nato ad Agrigento nel 1867 e morto nella stessa città nel 1936, Luigi Pirandello visse questa contraddizione nella sua vita personale: un’esistenza grande, ma spesso dolorosa, attraversata dal dramma di due guerre che segnarono profondamente la vita della sua famiglia. Cresciuto in un contesto borghese (i suoi genitori possedevano una zolfatara) e avviato a studi tecnici che gli avrebbero permesso di ereditare l’attività di famiglia, scelse coraggiosamente di dedicarsi agli studi classici, lasciando la casa paterna per trasferirsi a Palermo. Da qui l’università (si iscrisse a filologia romanza) che lo portò prima a Roma e poi a Bonn. Al termine degli studi si sposò ed ebbe tre figli; l’agiatezza della moglie fu fondamentale quando la zolfatara di famiglia fu distrutta da un allagamento, ma presto egli dovette affrontare la malattia mentale di lei. Pur restandole sempre legato, fu costretto a internarla in un istituto psichiatrico nel 1904, proprio mentre usciva Il fu Mattia Pascal; fu anche a causa di questo drammatico ingresso nella complessità della psiche umana che Pirandello, primo in Italia, intrecciò le sue storie con la giovane scienza fondata da Sigmund Freud, intessendo la letteratura con questioni psicoanalitiche: l’incertezza del Sé, la complessità delle relazioni familiari, ma anche il racconto interiore, che è lo strumento fondamentale di qualsiasi percorso analitico.
Durante l’ascesa del fascismo, che in un primo momento lo affascina, egli raggiunge l’apice del successo, che lo porterà a ricevere il Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Da lì in avanti le sue opere teatrali, le indimenticabili novelle e i romanzi, saranno patrimonio della cultura italiana e europea.
Il fu Mattia Pascal rappresenta l’inizio di questo percorso intellettuale e umano; pubblicato nel 1904, dopo essere uscito a puntate, come si era soliti fare, sulla rivista Nuova antologia, racconta le vicende fantastiche di un uomo che, come annuncia il personaggio nell’introduzione alla sua storia, «è già morto due volte» e attende la terza e definitiva dipartita. Mattia Pascal, prima ancora di avviare la sua rocambolesca fuga, è un uomo segnato da una vita inutile e vacua, proprio come lo è il suo lavoro di bibliotecario che lo costringe a custodire una ricca collezione di volumi in un paese in cui nessuno mai legge. Raccolto il fondo di un ecclesiastico visionario, la biblioteca è in una chiesa sconsacrata, ma nessuno – salvo forse i topi – è interessato a raccogliere l’eredità di un sapere ormai apparentemente inutile.
Non diversamente va la sua vita familiare: nato in una famiglia mediamente benestante e rimasto presto orfano di padre, sposa una donna che non lo ama, acquisendo una suocera insopportabile che non lo rispetta. Lui stesso, sebbene viva in mezzo a libri di filosofia, non si lascia affascinare dal pensiero e conduce un’esistenza mediocre. La tragedia lo coglie alla nascita delle sue figlie: due gemelline di cui la prima muore durante il parto e la seconda dopo alcuni mesi, durante i quali egli è capace di amarla teneramente.
Già dal nome, Mattia, si intuisce una radice di follia (l’assonanza con ‘matto’ è evidente), mentre il cognome, Pascal, riporta al mistero di una rinascita (la Pasqua) e alla grandezza dell’essere umano, che il filosofo francese Blaise Pascal, in uno dei suoi più famosi pensieri, descrive come una creatura che si sporge tra due baratri: l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande.
Proprio davanti a un abisso, il protagonista si ritrova nella notte che segue la morte e il funerale della sua bambina, avvenuta nello stesso giorno in cui viene a mancare l’anziana madre. La via d’uscita, almeno apparentemente, gli giunge con un contributo economico che il fratello Roberto, ormai lontano dal paese natale, gli invia per il funerale della madre. Cinquecento lire per una cerimonia, le cui spese erano già state pagate, rappresentano per Mattia Pascal la possibilità di fuga: parte senza un piano preciso (forse, come molti suo conterranei, l’America). Passando per Montecarlo, però, l’uomo così sfortunato nella vita, si scopre incredibilmente fortunato nel gioco d’azzardo: avendo incominciato per scherzo, si ritrova presto con un ingente capitale di ottantadue mila lire. La possibilità concreta di un nuovo inizio, di una vita diversa, di una nuova nascita…
