Ultima lezione di italiano nella nostra scuola per le mamme, prima della pausa estiva. Ripasso e consegna dei compiti delle vacanze, preiscrizioni... e poi una bellissima conversazione, pur con tante difficoltà espressive, sul significato del Ramadan che stanno osservando tutte.
R., algerina, ci dice che è una cosa bellissima e, quando le chiediamo di provare a spiegarci, risponde con grande entusiasmo che questo mese è un tempo di grandi insegnamenti: "Impariamo la pazienza - dice subito - e poi il sacrificio e impariamo soprattutto a pensare ai poveri che non hanno da mangiare mai".
Durante il Ramadan, il grande pasto serale, al tramonto del sole, viene condiviso con altri, anche con persone che non si conoscono. Nei paesi arabi, ogni sera vengono imbanditi tavoli in mezzo alla strada cui tutti possono accedere, a qualunque religione e cultura appartengano.
Raccontano che anche a Milano è stata introdotta questa usanza e che tante persone italiane hanno preso parte alle cene comuni.
D., egiziana, che abita accanto alla scuola, racconta che dall'inizio del Ramadan, invita ogni sera a condividere la cena con la sua famiglia la vicina di casa sessantenne milanese che abita sola nella porta accanto. Davvero conoscere è ri-conoscere le radici comuni di una umanità bella!

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