Racconti

Parlando del grande tema del viaggio, chiediamo ai ragazzi dove andrebbero se avessero a disposizione 15 giorni liberi e una bella somma di denaro: T. dice che lei vorrebbe viaggiare senza soldi e fare la strada dall'Italia all'Africa, come fanno i profughi ma al contrario, per capire davvero cosa succede e cosa si prova. Arriverebbe fino in Senegal, da dove è partito l'amico che, l'anno scorso, è venuto a raccontarci il suo viaggio.

A. è il più piccolo del gruppo. Incomincia a seguire il nostro percorso in prima elementare. La direttrice della Casa di Accoglienza di cui è ospite, ci dice che è un ragazzo molto intelligente e, nonostante la sua età, ci chiede di accoglierlo con gli altri. Per molto tempo lo consideriamo la 'mascotte' del gruppo, gli concediamo più momenti di svago, lui è comunque sempre molto educato e disponibile. Durante un'uscita, di fronte alla Pietà Rondanini di Michelangelo, propone una sua lettura dell'opera: accorgendosi immediatamente della posizione di Maria che, invece di sollevarlo, si appoggia sul corpo morto del figlio, dice che l'artista ha voluto rappresentare Gesù come una roccia dietro cui Maria trova riparo.

B. è in quinta elementare. Ha tic piuttosto evidenti, fatica molto a mantenere l'attenzione, il suo sguardo si accende a tratti, poi subito si distrae e sembra non seguire mai il filo del discorso. Dopo alcuni mesi, mentre lavoriamo sul Flauto Magico, dopo avere ascoltato l'aria della Regina della Notte, incomincia a cantarla, con un'intonazione perfetta e sorprendente. Quest'anno B. incomincerà il percorso di musica, vorrebbe suonare il pianoforte e cantare; lo accompagnerà la nostra collaboratrice per la musica, fondatrice del coro e orchestra AllegroModerato di Milano.

C. è in seconda media, abita in una comunità. Inzialmente è molto chiusa e sospettosa, ha bisogno di studiarci. Durante una delle prime lezioni, dedicata alla cultura degli Egizi, tocchiamo il tema della Maat (la Giustizia). C. a un certo punto esplode: «I giudici sono tutti crudeli, perché portano via i bambini dalle loro famiglie». Riprendiamo il discorso, passano alcuni mesi in cui si parla ancora di giustizia, di conflitti internazionali, di arte, di relazioni tra gli uomini, della Costituzione Italiana. Un giorno C. prende da parte uno dei responsabili e confida che da grande vuole diventare un magistrato, per fare meglio di quanto lei stessa abbia sperimentato.

D. è una ragazza di quarta elementare figlia di genitori stranieri. Le prime lezioni ci sembra un po' superficiale, poco interessata, talvolta persino annoiata. Dopo alcuni mesi, in occasione della Giornata della Memoria, facciamo riferimento al dramma della Shoah. D. improvvisamente si illumina, ci racconta il suo percorso scolastico di incontro con i ragazzi di una sinagoga di Milano; parla a lungo e con grande passione dei suoi incontri. Le lasciamo tutto lo spazio necessario, la ringraziamo. Da allora è sempre presente, partecipa e talvolta propone riflessioni molto profonde e personali a proposito del bene, del male, della felicità e dell'ingiustizia.

Un sabato mattina, all’indomani del bombardamento statunitense in Siria – di cui i ragazzi non sono a conoscenza - , raccontiamo l’origine complessa e farraginosa del conflitto, soffermandoci sulla differenza fra cause vere e pretesti: E., che frequenta la seconda media ed è con noi sin dall’inizio, ci interrompe per dire che anche l’Iliade, che abbiamo approfondito l’anno prima, parla di una guerra che ha avuto all’origine una causa storica vera di carattere commerciale e un pretesto nel rapimento di Elena.

F. è un ragazzo di seconda media. Da subito ci sembra poco partecipe, vediamo che nella scrittura del quaderno è molto lento e disordinato. Scopriamo che sa scrivere solo in stampatello, dice che nessuno gli ha mai insegnato il corsivo. Gli promettiamo di organizzare un incontro con un esperto di calligrafia antica e medievale. La settimana successiva, prima ancora che avvenga l’incontro, ci consegna di nascosto un foglio su cui, da solo, ha provato a scrivere in corsivo il suo nome.

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